L’installazione del generatore Coelmo all’interno della barca laboratorio di TIYM

Ci sono installazioni che vanno realizzate per forza di cose con la barca alata in cantiere. In altri casi, specie se si tratta di lavori sottocoperta, si può operare con la barca in acqua.

In questa sezione descriveremo i vari passaggi che abbiamo eseguito per installare un generatore all’interno del Daydreamer, il Comet 460 del 1986, barca laboratorio di The international Yachting Media (In Italia Tuttobarche).

Si tratta di un accessorio molto importante, poiché genera energia elettrica a bordo e fornisce corrente a tutti i dispositivi energivori della barca: frigo, luci, impianto stereo, televisione, strumentazioni elettroniche come il log, il VHF e il chartplotter, per poi passare ai vari device quali smartphone, tablet e pc portatili.  

Il primo problema da affrontare è stato quello della collocazione. È importante sottolineare che è stato scelto un Coelmo DM600, un generatore a gasolio molto potente e dalle dimensioni non trascurabili, capace di produrre 6kW di potenza. Abbiamo quindi sfruttato lo spazio sotto il tavolo della dinette.

Per effettuare l’installazione è stato necessario connettere il generatore a tutti gli impianti della barca e creare delle vie che consentissero l’approvvigionamento degli elementi indispensabili: l’acqua per il raffreddamento del motore, la corrente elettrica per l’accensione, l’impianto del gasolio per l’alimentazione e il tubo di scarico dei gas. Successivamente abbiamo creato un circuito di andata e ritorno a partire dal serbatoio principale, peraltro non molto distante dal generatore, per l’accesso al combustibile. Per regolare il passaggio del gasolio abbiamo scelto delle valvole Guidi: grazie alla loro chiusura a vite, offrono una garanzia anti blocco sul funzionamento.

L’approvvigionamento dell’acqua marina per il raffreddamento è avvenuto sfruttando una presa a mare libera dotata di filtro, già presente e a poppa. Un altro intervento importante è stato realizzato a garanzia del convoglio dello scarico dei gas provocati dalla combustione. A questo proposito abbiamo aperto una via d’uscita sulla murata sinistra per isolare l’interno e impedire che l’acqua di scarico entrasse a bordo, installando una valvola di non ritorno realizzata mediante un collo d’oca.

Il passaggio successivo ci ha visti impegnati nella costruzione dell’impianto elettrico. Abbiamo aggiunto la batteria dedicata al funzionamento del generatore, ricaricata solo da quest’ultimo tramite un interruttore di accensione e spegnimento indipendente da quello dell’impianto di motore servizio. Infine abbiamo inserito lo switch per consentire di selezionare la fonte energetica (da linea o da terra) e creato il collegamento per condurre materialmente la corrente dal generatore al pacco batterie motore e ai servizi di bordo.

In occasione del test, il generatore ha risposto bene alle aspettative, risultando semplice all’utilizzo, efficace e poco rumoroso.